Madre e Padre

“Attraverso l’amore materno o la sua mancanza si impara fiducia, accettazione e perdono” Qui madre non indica solo la persona reale, ma la prima esperienza di essere accolti nel mondo. >FIDUCIA< Da piccoli dipendiamo totalmente da chi ci accudisce. Se i bisogni vengono visti e soddisfatti in modo abbastanza costante, il messaggio profondo è: “Posso fidarmi. Il mondo risponde.” Se invece l’amore è instabile, freddo o imprevedibile, il messaggio diventa: “Devo arrangiarmi. Non è sicuro affidarsi.” Da adulti questo si traduce in: difficoltà a chiedere aiuto iper-controllo paura dell’abbandono o al contrario, distacco emotivo. >ACCETTAZIONE< L’amore materno sano dice: “Vai bene così come sei, prima ancora di fare o dimostrare qualcosa.” Se invece l’amore è condizionato (“ti voglio bene se…”, “sei troppo/ troppo poco”), il bambino impara: “Devo modificarmi per essere amato.” Da adulti: autosvalutazione bisogno di compiacere senso di colpa per essere se stessi. >PERDONO< La madre è la prima figura che “ripara”: calma, consola, comprende. Da qui nasce la capacità di: perdonare gli altri perdonare se stessi quando si sbaglia Se questa funzione manca, spesso rimane: rancore trattenuto durezza verso sé difficoltà a lasciar andare il passato Per questo si dice che la madre costruisce il clima emotivo interno. 2. “Attraverso la figura paterna traiamo ordine, struttura e direzione” Qui il padre rappresenta il principio che ti aiuta a stare nel mondo. >ORDINE< Il padre introduce il limite, il confine, la regola: “Questo sì, questo no.” Non come punizione, ma come contenimento. Senza questo, il mondo appare caotico o minaccioso. Da adulti, una carenza qui può portare a: difficoltà a organizzarsi confusione nelle priorità fatica a rispettare confini (propri e altrui). >STRUTTURA< La struttura è ciò che sostiene nel tempo: disciplina continuità capacità di reggere la frustrazione Il padre aiuta a passare dal “voglio subito” a: “Posso impegnarmi, aspettare, costruire.” Se questa funzione è debole: si inizia tanto ma si molla si teme la responsabilità ci si sente persi senza una guida esterna. >DIREZIONE< Il padre indica il movimento verso l’esterno: “Chi sei tu nel mondo? Dove stai andando?” È la spinta a prendere posizione, scegliere una strada, assumere un ruolo. Quando manca: si rimane in attesa si evita di decidere si vive una sensazione di “non avere un posto” Per questo si dice che il padre costruisce l’asse della direzione e dell’azione. Non conta tanto cosa hanno fatto realmente i genitori, ma come queste funzioni sono state interiorizzate, si possono rieducare dentro di sé, anche da adulti: sviluppando auto-accoglienza (madre interna) creando struttura e confini personali (padre interno)

silhouette of 2 women and man standing during sunset
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